Visualizzazione post con etichetta planet manga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta planet manga. Mostra tutti i post

mercoledì 30 agosto 2017

Manga | Letture di Agosto

E' arrivato il momento - ormai da me attesissimo - di parlarvi dei manga letti nell'arco del mese! Durante questo Agosto ne ho letti di meno perché mi sono concentrata di più sui libri, e poi non sono ancora passata a fare il pieno in fumetteria. Infatti sono indietro, sia come acquisti che come letture, con le serie che seguo, ma poco male perché tanto quando poi mi ci metto divoro anche un volume al giorno! Bando alle ciance, che il post sarà comunque bello lungo, e vai con la carrellata!


Il mese scorso vi ho ampiamente parlato di Bugie d'Aprile, di cui ho proseguito la lettura col quarto volume, che devo dire di aver trovato particolarmente emozionante.
Il protagonista, Kosei Arima, dopo esser tornato sul palco per la prima volta facendo da accompagnatore a Kaori, viene iscritto da quest'ultima al prestigioso concorso Maiho, indetto all'interno della scuola dove Kosei ha studiato sin da piccolo, e lui - nonostante le sue paure e titubanze - non può far altro che mettersi sotto e prepararsi al meglio. Quando il giorno del concorso mette piede nella scuola, tra i tanti partecipanti al concorso ci sono due ragazzi che, più di tutti gli altri, lo stanno aspettando. Kosei, infatti, è famosissimo non soltanto tra gli insegnanti, che lo ricordano come un bambino prodigio, una macchina da concorsi, ma anche tra i suoi coetanei musicisti. Per due di loro, l'incontro con Kosei è stato decisivo per la loro vita e la loro carriera, nonostante lui non ne abbia la più pallida idea e neanche sappia chi siano, perché da bambino percorreva i corridoi della scuola a testa china, schivando i tanti, troppi commenti che si facevano alle sue spalle riguardo l'eccessiva severità di sua madre. 
Emi e Takeshi, entrambi pianisti, sono i migliori allievi della scuola, e quando erano bambini monopolizzavano il podio assieme a Kosei: lui sempre al primo posto, loro due che si spartivano il secondo ed il terzo; per entrambi, e per motivi simili ma diversi, il momento in cui Kosei si era ritirato era stato un duro colpo, poiché veniva a mancare l'elemento con cui confrontarsi, il migliore tra i migliori che era di stimolo per andare avanti, per esercitarsi e studiare tanto. L'autore ci regala bellissimi flashback di quando questi due ragazzi erano bambini, e sia Takeshi che Emi erano rimasti folgorati da Kosei che suonava, decidendo a loro volta di diventare pianisti. Per Takeshi poi Kosei era rimasto l'obiettivo da raggiungere, nessun titolo e nessun premio per lui valevano tanto quanto competere con Kosei e, magari, batterlo e proprio nella speranza che Kosei tornasse Takeshi aveva rifiutato l'offerta di partecipare ad un'importante concorso in Germania (e dal momento che suonare in Europa sembri essere l'obiettivo principale tra questi artisti, il rifiuto di Takeshi è davvero una grande rinuncia). Dal canto suo Emi - un personaggio affascinante che mi è piaciuto moltissimo - nel momento in cui Kosei non si era più fatto vedere, aveva preso un andamento altalenante nelle sue performance: poteva sfiorare la perfezione, così come essere un disastro la volta successiva. La sua maestra la definisce lunatica e troppo in preda alle proprie emozioni, visto che una minima cosa che la infastidisce può rovinare la sua esecuzione. A tal proposito, è stato interessante poter vedere anche i due maestri dei ragazzi, che sono in competizione tra loro non meno degli allievi stessi (anzi, probabilmente di più, dato che il loro prestigio dipende dalla bravura dei loro studenti). 
Nel corso del volume vediamo anche molti flashback dell'infanzia di Kosei, del suo difficile rapporto con la madre e della severità (anche un po' di cattiveria, se vogliamo dirla tutta) con cui lei lo educava all'autodisciplina ed alla perfezione nello studio della musica. Davvero bello questo quarto numero, di cui più di tutto mi restano impressi Emi e Takeshi ed il modo in cui hanno sempre silenziosamente ammirato Kosei, con tenacia e fiducia che un giorno sarebbe tornato al suo posto al pianoforte.


Che sono diventata una lettrice di manga da praticamente un minuto e mezzo, lo sottolineo ogni volta che mi accingo a scrivere un post a tema; stavolta però era il caso di ribadirlo per far presente che, messo piede in questo mondo, l'elenco di titoli che vorrei recuperare è veramente imbarazzante. Non bastano le opere in corso o più recenti, ad attirare una novellina come me, ma dal passato bussano anche centinaia e centinaia di storie dall'aria così invitante che sembra veramente un peccato mortale non averle ancora conosciute. Purtroppo appena mi appassiono a qualcosa dentro mi scatta una fame di conoscenza che, se da una parte è molto bella e stimolante, dall'altra mi rende una persona ai limiti della pazzia. Per fortuna, incontro ai bisogni delle persone come me - o di chi, semplicemente, in passato non ha potuto acquistare fumetti - di tanto in tanto arrivano le sacrosante ristampe, come nel caso di Le situazioni di lui & lei, classico shojo dell'ormai lontano 1996, prima opera lunga di Masami Tsuda (la storia si articola infatti in ventuno volumi), precedentemente portata in Italia dalla Dynit; la nuova edizione è a cura della Planet shojo, con uscite mensili al prezzo di 4,90 euro. Titolo famosissimo tra gli amanti del genere e non solo, anche grazie all'omonimo anime che ne fu tratto nel 1998. Non avendo mai visto neanche quest'ultimo, approcciandomi al fumetto posso godere del tutto del piacere della scoperta.
La protagonista è Yukino Miyazawa, una ragazza alquanto particolare che investe tutte le proprie energie per apparire perfetta nel mondo esterno, specialmente tra le mura ed i corridoi della scuola. Bella, elegante, posata, studiosa, intelligente: le qualità di Yukino sembrano infinite e chiunque la incontri o la conosca non può far a meno di ammirarla e stupirsi di quanto sia eccezionale; peccato che, appena varcata la soglia di casa, Yukino subisca una brusca trasformazione: gli occhiali prendono il posto delle lenti a contatto, i capelli vengono incastrati tra fasce ed elastici, tutta la sua figura femminile scompare dentro il tutone della nonna; ma il cambiamento non è soltanto estetico, anzi. Persino i suoi familiari - la mamma, il papà e le due sorelline - sono spaventati dalla doppia faccia di Yukino, che pare abbia iniziato ad impegnarsi così a fondo per apparire perfetta agli occhi della società sin da quando frequentava l'asilo. Yukino ammette senza pudore di essere la persona più vanitosa dell'universo, la sua linfa vitale sono i complimenti e gli elogi delle persone che la circondano e pur di riceverli è disposta a sudare le fatidiche sette camicie. Studia come un'ossessa per essere la prima della classe, si dà ad allenamenti fisici clandestini per andar bene anche in educazione fisica ed avere una bella forma fisica, si lascia tanto andare in casa per quanto riguarda il suo aspetto ed il suo atteggiamento proprio per avere poi le energie necessarie ad essere bellissima ed educatissima appena esce nel vasto mondo.
Il suo strano equilibrio, che aveva funzionato perfettamente fino ad allora, viene intaccato al primo anno delle superiori, quando Yukino incontra Soichiro Arima, un ragazzo che sembra la sua esatta copia maschile: è bello, intelligente, studente modello, bravo in tutto ciò che fa, venerato da tutti i coetanei e stimato dagli insegnanti. Yukino inizia allora ad impegnarsi non tanto per portare avanti la sua farsa, quanto per battere Arima che - nelle sue fantasie - è in competizione con lei. 
In questo primo volume son contenuti tre capitoli, e già solo in questi succedono moltissime cose ed il rapporto tra i due protagonisti subisce piuttosto rapidamente più di un'evoluzione. Tale rapidità negli eventi non mi ha dato fastidio, come a primo impatto stavo temendo, perché il modo di narrare di Masami Tsuda è molto frizzante ed ironico, senza comunque tralasciare dei momenti più profondi e riflessivi. Il tema dell'essere se stessi è infatti quello centrale, un tema che ritengo sia davvero scottante in età adolescenziale, quando in un modo o nell'altro ci si vuole sentire integrati, parte di qualcosa, e pur di riuscirci si è disposti talvolta a soffocare il proprio vero io - che comunque, da adolescenti, si sta ancora cercando di capire quale sia, 'sto "vero io". La cosa più interessante poi è che i due protagonisti portano delle maschere in pubblico per ragioni completamente diverse: se Yukino finge per pura vanità ed è consapevole di essere ben altra persona rispetto a quella che fa vedere, Arima scopre di essere altro da ciò che lui stesso aveva sempre creduto soltanto nel momento in cui inizia ad interagire con Yukino e le sue motivazioni per cercare di essere il ragazzo perfetto sono di maggior spessore rispetto a quelle di Yukino. Comunque sia, il loro incontro è fondamentale per entrambi, perché rispecchiandosi l'uno nell'altra comprendono i propri errori e l'inutilità di perseguire un ideale a scapito della propria reale personalità. Dato l'andamento di questo primo volume, sono a questo punto molto curiosa di scoprire lo sviluppo non soltanto della storia, ma soprattutto della crescita dei protagonisti, che sono sicura avverrà volume dopo volume. 


Versione casalinga di Yukino
Venendo al disegno, il tratto dell'autrice nel complesso mi piace molto. Per quel che ho visto in questo volume, trovo che se la cavi meglio con i personaggi femminili (quanto è carina anche la mamma di Yukino? *-*), mentre quelli maschili li trovo un po' banalotti o comunque meno interessanti. Yukino in particolare è veramente ben caratterizzata, mi facevano morire le sue espressioni quando nessuno la notava così come tutte le scene in cui si mette in mostra la questione della sua doppia personalità: la Yukino casalinga è esilarante, soprattutto se confrontata con quella raffinatissima che fa credere di essere a scuola. Mi piace molto poi l'atmosfera di casa Miyazawa, le sue sorelline - come la stessa Yukino le definisce - sono insolenti e carine ed anche i suoi genitori, peraltro molto giovani, sono semplicemente adorabili. L'atmosfera nella casa di Arima invece è molto diversa, non che manchi l'amore ma sicuramente è circondato da meno vivacità e meno calore e sebbene lui abbia già raccontato gli eventi (presumo) principali della sua infanzia, chissà che non ci sia ancora altro da scoprire. Gli sfondi, come vuole lo shojo, sono poco importanti e dettagliati ed anzi spesso riempiti dai soliti fiori e ghirigori vari. 
Complessivamente, il modo di disegnare e di narrare di Masami Tsuda mi suscita moltissima simpatia e spero che Le situazioni di lui & lei proceda su questo stesso tono.

Alla fine dei tre capitoli troviamo un racconto autoconclusivo (di cui purtroppo non trovo alcuna immagine da mostrarvi) anche piuttosto lungo, intitolato La tigre e il camaleonte - Una promessa di una settimana che mi è piaciuto davvero moltissimo. La storia parla di una liceale, Koharu, che ha subito un piccolo grande trauma: tempo addietro il ragazzo che le piaceva le aveva detto senza mezzi termini che era brutta e non era stato neanche l'ultimo a fare commenti poco carini sul suo aspetto; Koharu allora, che è anche molto timida, insicura ed introversa, aveva preso a nascondersi dietro i suoi occhiali ed i suoi capelli, cercando di mostrare il meno possibile il suo volto al prossimo. Il nuovo anno scolastico le porta come compagno di banco Sakajo, un tipo grande e grosso che a detta degli altri è un teppista. Koharu, figuriamoci, è intimorita al massimo da uno come lui e non ha il coraggio di guardarlo né di parlargli. Un pomeriggio però, mentre torna dalla biblioteca, correndo per sbrigarsi perché si trovava in un corridoio buio un po' losco, Koharu va a sbattere proprio contro Sakajo: nello scontro gli occhiali di Koharu cadono a terra e Sakajo, che si preoccupa subito di raccoglierli, finisce invece col calpestarli nel buio e mandarli in frantumi. Desolato, la accompagna a vedere se potevano essere aggiustati, ma purtroppo le viene detto che ci vorrà una settimana prima che siano pronti. Koharu ha il morale a terra perché senza occhiali non vede nulla ed anche perché sono un po' il suo scudo protettivo, e Sakajo si sente responsabile dell'accaduto e vuole a tutti i costi rimediare. Infine gli viene un'idea: per quella settimana lui sarebbe stato gli occhi di lei! Così, suo malgrado, Koharu si ritrova a passare molto tempo con Sakajo, che la viene a prendere ogni mattina, la scorta per i corridoi della scuola, prende gli appunti per lei e la riporta a casa: insomma si prende cura di lei come un vero gentiluomo ma Koharu, troppo infognata nelle sue paranoie, all'inizio non se ne rende conto e continua ad avere timore di lui e di ciò che possa pensare di lei. Quando infine riesce ad aprirsi ed a parlargli veramente, Koharu si rende conto di aver fatto lei per prima l'errore che odiava tanto quando gli altri lo commettevano con lei, ovvero aveva giudicato le apparenze. Perché Sakajo, essendo cresciuto con sua nonna, è veramente un galantuomo d'altri tempi, educato e rispettoso e leale, che non esita a difendere Koharu anche davanti agli altri.
La tigre e il camaleonte è una storia che ho letto con grandissimo piacere e coinvolgimento, una storia dolcissima dal finale aperto, che getta però il seme per immaginare che tra Koharu e Sakajo possa nascere anche qualcosa di più della bellissima amicizia che tra loro si è già instaurata. Se anche non vi interessano Le situazioni di lui & lei, vi consiglio vivamente di recuperare in qualche modo La tigre e il camaleonte.


Mi trovi un po' strano, eh?
A forza di sentirmelo ripetere, ci sono arrivato!
Forse è perché ho sempre vissuto da solo con mia nonna. Ma io sono felice.
Vivendo con una maestra di vita, si impara molto.
Diceva che le persone prive di spessore cercano sempre di ficcare il naso 
nei fatti degli altri. E che le persone che si fanno influenzare
dalle opinioni altrui non fanno che lamentarsi.
Piuttosto che dare ascolto a cosa dicono gli altri,
si dovrebbe trovare da soli le risposte,
hanno molto più valore.


E per questo mese, dal fronte manga era tutto! In realtà ho cominciato anche il primo volume di Dungeon Food ma di questo - e già non vedo l'ora! - ne parleremo il prossimo mese...

martedì 27 giugno 2017

Manga | La ragazza in riva al mare, Inio Asano

Salve a tutti, lettori e lettrici, bentornati sul mio blog!
Lo so, state già adocchiando il titolo del post e vi starete chiedendo: ma come, due recensioni di fila che riguardano manga? Ma di libri non ne leggi più? No, ecco, di libri ne leggo ancora, però al momento mi sto cimentando con una biografia di Anna Bolena, che mi sta interessando e piacendo però essendo un testo di storia ricco di informazioni e dettagli non riesco a leggere molti capitoli di fila come capita con un romanzo, e dunque il tempo di lettura si sta dilatando. Proprio per questa ragione mi è stato facile alternare alla lettura di questo libro qualcosa di completamente diverso, come possono essere appunto dei fumetti. Io spero vivamente che, anche se non ne leggete in prima persona, queste recensioni sui manga possano interessarvi lo stesso, perché sto scoprendo delle bellissime storie ed a me fa piacere parlarvene; se però è un tipo di contenuto che non vi interessa trovare in queste pagine, fatemelo pure sapere nei commenti e ci penserò su.

Intanto oggi de La ragazza in riva al mare di Inio Asano devo parlarvi per forza, perché non posso tenermi dentro tanto pathos né posso continuare a tediare il fidanzato o la migliore amica, ai quali ne ho già abbondantemente parlato. Si tratta di una miniserie in due volumi, editi da Planet Manga al prezzo di 7,50 euro l'uno.


Koume è soltanto una ragazzina delle medie quando si prende una cotta per un ragazzo più grande di qualche anno - un senpai, come vengono chiamati in Giappone. Si tratta di un ragazzo alto e magro, con folti capelli chiari che gli ricadono ai lati del lungo viso ovale, sul quale troneggia un'espressione arrogante, tra il compiaciuto e l'annoiato. Il senpai Misaki, che già gode della fama di "donnaiolo", non si lascia sfuggire l'occasione di divertirsi con una ragazza carina come Koume, portandola a vivere un'esperienza fisica per la quale lei non è assolutamente pronta
Per Koume questo sarà un trauma, che dalla ragazzina solare, dolce, ingenua, pura che era la trasformerà in un'adolescente chiusa e triste. A scuola ed alle sue amiche non dirà e non farà notare nulla, però instaurerà un rapporto tanto intenso quanto ambiguo con Isobe. Isobe è un ragazzo lontano da tutto, sempre solo perché i genitori lavorano lontano e non tornano mai a casa, chiuso nella stanza che un tempo condivideva col fratello maggiore, suicidatosi dopo aver subito atti di bullismo. Isobe non ha amici, però gli piacciono le persone gentili. E poi gli piace Koume, al punto da essersi dichiarato più volte nonostante lei gli abbia detto chiaramente che non lo ricambia. 
Isobe però è l'unico a sapere cos'è successo col senpai Misaki, l'unico quindi con cui Koume può parlare liberamente, l'unico a cui può mostrare i propri pensieri e turbamenti.
Mi accontento di esserti utile. (...) Puoi trattarmi come un giocattolo. - le dice un giorno Isobe mentre se ne stanno seduti su quel tratto di spiaggia in cui non va mai nessuno, nemmeno d'estate.
Koume inizia a frequentare la casa sempre vuota di Isobe, o per meglio dire la sua stanza. Lui siede al computer con le cuffie in testa, lei prende in prestito i tanti manga che riempiono le librerie. E poi ascoltano spesso una canzone di un vecchio gruppo che non conosce più nessuno, Raccogliendo il vento degli Happy End. Ma non fanno solo questo: soprattutto, fanno sesso.
L'episodio col senpai Misaki aveva irrimediabilmente strappato il velo dell'innocenza di Koume, non tanto quella fisica quanto piuttosto quella mentale. Una volta intuito cosa il proprio corpo può prendere e dare tornare indietro non era più possibile, diventava piuttosto necessario andare avanti, andare oltre. Isobe e Koume, nudi nei loro corpi acerbi, sperimentano tutto ciò che la loro immaginazione suggerisce. Instancabili, insaziabili, infelici.
Il loro rapporto tocca quasi sfumature perverse. Nell'arco dello stesso pomeriggio riescono a parlare di cose importanti, a lasciarsi andare a fantasie spinte; lei non ha mai una parola dolce o di conforto per sanare la profonda infelicità di lui, lui a volte le riversa contro la propria rabbia dicendole cose orribili, davanti alle quali lei rimane in silenzio ed impassibile, come se nulla potesse mai più davvero toccarla.

Con qualche piccolo salto temporale seguiamo le loro vite fino ai primi anni del liceo, vedendoli cresciuti e cambiati e segnati in maniere completamente diverse dalle esperienze vissute. Ognuno pronto o costretto a prendere la propria strada.

La storia raccontata in questi due volumi da Inio Asano, a detta di tutti, affronta i temi della crescita, della scoperta di se stessi e della propria sessualità; è vero, ma secondo me è più complicato di così. Perché tale scoperta per Isobe ed ancor di più per Koume passa per un tormento ed una sofferenza che, specie da così giovani, non avrebbero dovuto provare.
Isobe è un ragazzo che ha sofferto tanto e che soffre tanto tutt'ora, un ragazzo che nessuno provvede a proteggere e tutelare, neppure i genitori, nonostante questi abbiano già perso un figlio troppo infelice per continuare a vivere. Trovo normale e comprensibile che Isobe sia così triste, chiuso, rancoroso; ma è quello spiraglio di luce, quel "mi piacciono le persone gentili" a dire veramente tutto di lui.
Koume, però, è emblematica ed ancor più complessa tanto da comprendere quanto da interpretare. Per come la vedo io, Koume si butta nella scoperta del sesso non soltanto per curiosità o perché son stati svegliati i suoi istinti: c'è una componente autodistruttiva nel suo atteggiamento, quasi pensasse non fosse più buona per fare altro. All'interno del loro rapporto Isobe soffre perché in fondo prova dei sentimenti per lei, e si vede invece a ricoprire soltanto questo ruolo indefinito che un giorno non avrà più alcun significato; Koume invece, per la maggior parte del tempo, sembra non provare niente, sembra quasi anestetizzata, come se il suo lato più umano fosse stato risucchiato via. Quando va da sola in riva al mare, però, lì dove non va mai nessuno nemmeno d'estate... piange.

La ragazza in riva al mare tocca note forti, drammatiche, custodendo dentro la sua corazza momenti tanto dolci da sembrare una carezza - immagini che ti fanno restare cinque minuti buoni ad osservarle, cogliendone i dettagli e sentendone dentro i sentimenti. Andando verso il finale, superati e maturati gli eventi, le prospettive si fanno un po' più luminose. Lo dicono anche le tavole: prima tempestate incessantemente dalla pioggia, poi fatte di tramonti sereni.
I disegni di Asano, cosa devo dirvi, sono meravigliosi. Mi avevano già colpita quando avevo sfogliato qualche sua opera in fumetteria, ed ora posso confermare quella che era solo una prima impressione. I volti, specie quelli dei protagonisti, sono originali, estremamente personali e si discostano da ogni altra tipologia che mi fosse capitato di vedere prima. Anche i contorni e gli ambienti son ricchi di dettagli. I paesaggi, il mare prima di tutto, sono molto suggestivi e caricano di ulteriori significati i momenti della storia.

La ragazza in riva al mare non è un manga che si può consigliare a chiunque. E' sicuramente più adatto ad un lettore con una certa maturità, che non ha a che fare con l'età quanto con la singola capacità di comprensione, di discernimento e con la sensibilità di ognuno. Il lettore deve anche essere consapevole che, specie nel primo volume, si troverà davanti molte scene di sesso esplicito.
Tuttavia io non posso far altro che sottolineare il carico emotivo contenuto in questi due volumi, la bellezza e la poeticità dei disegni di Asano. Sono sicura che si tratti di una storia che non si lascerà dimenticare, che col tempo verrà metabolizzata ancora meglio, e mi lascerà - come un amuleto - il sorriso di Koume nell'ultima tavola, piccola ed immensa in mezzo al mare.



"In questa città c'è un pezzo di mare in cui nessuno va, nemmeno d'estate. Mi piaceva passeggiare vicino alla riva, in cerca di qualcosa. I residui dei fuochi d'artificio... alghe... o un cappello volato fin qui. Di solito uno non trova quello che spera. O forse io non ho mai avuto aspettative."





sabato 18 giugno 2016

Manga: Un marzo da leoni vol. 1 | Chica Umino

Honey & Clover
Chica Umino è lo pseudonimo con cui quest'artista giapponese, nata a Tokyo, si è firmata sin dagli esordi, senza mai rivelare il suo vero nome. Questo nome d'arte è ispirato al luogo preferito della mangaka, Umi no Chikaku no Yūenchi, un parco divertimenti situato sul mare. Chica Umino si è fatta conoscere dal grande pubblico con un'opera che ha appassionato anche moltissimi lettori italiani, ovvero Honey & Clover, che nel 2003 vinse il Kodansha Manga Award - e che, manco a dirlo, io voglio recuperare.

Il manga con cui la sto conoscendo io, però, è il suo secondo lavoro, edito da noi dalla Planet Manga e che conta attualmente 11 volumi - ma è ancora in corso anche in patria - e che nel 2011 è valso alla Umino una seconda vittoria del Kodansha Manga Award. Sto parlando di Un marzo da leoni.

E' la storia di Rei Kiriyama, un ragazzo riservato e sensibile che sin dalle medie è diventato un giocatore professionista di shogi, un gioco da tavola giapponese molto simile agli scacchi. Rei aveva cominciato a giocare per via del padre, che per lo shogi nutriva una grandissima passione, e quel tempo seduti davanti alla scacchiera era una delle poche occasioni che il piccolo Rei aveva per entrare davvero in contatto col padre, ed è per questo che inizia sin da piccolo ad impegnarsi e a studiare sodo le tecniche del gioco. La vita di Rei viene sconvolta quando, di ritorno da una gita scolastica, scopre che i suoi genitori e la sorellina sono morti in un tragico incidente; Rei si trova così abbandonato a se stesso, col rischio di finire in un istituto. A dargli una possibilità diversa è il migliore amico del padre, anche lui appassionatissimo giocatore di shogi, che decide di accoglierlo in casa e di sostenere il talento che ha già notato nel ragazzo. Questa nuova sistemazione, per quanto gradevole, provocherà comunque a Rei un forte disagio nei confronti dei due veri figli del patrigno, che dal padre vengono quasi messi da parte una volta scoperto che Rei, nello shogi, è molto più bravo di loro. Per questo, una volta diventato professionista e guadagnato abbastanza soldi da permetterselo, Rei cerca una casa in affitto dove andare a vivere da solo. Sceglie il Rione Giugno per via dei fiumi che lo percorrono, e che a guardarli calmano i suoi pensieri. La profonda solitudine in cui trascorre le sue giornate e la scarsa capacità che ha sempre avuto nei rapporti sociali, spingono Rei ad iscriversi alle superiori, nonostante avendo già una professione non fosse strettamente necessario. L'unico amico che riesce a farsi, però, è un professore... Per fortuna il caso gli fa fare la conoscenza di Akari Kawamoto, una ragazza più grande molto dolce e premurosa che, incontrandolo in un momento di difficoltà, lo porta a casa sua, nel Rione Marzo, dove vive col nonno e le due sorelle minori, Hina, che frequenta le scuole medie, e la piccola Momo, ancora all'asilo.

Da quel primo incontro, le sorelle Kawamoto iniziano ad invitare abitualmente Rei, soprattutto per i pasti che cucinano le sorelle maggiori con tanto amore e tanto impegno. Rei, che per istinto cerca sempre di defilarsi, alla fine non riesce mai a rifiutare i loro inviti così gentili, ed ogni volta che va da loro torna a casa con una piacevole sensazione di calore nella pancia. Nonostante l'allegria che movimenta la casetta delle Kawamoto, le ragazze hanno in comune con Rei il profondo dolore della perdita: anche loro, infatti, hanno perso la nonna e la mamma (del padre per il momento non si è detto nulla).

Il primo numero si sposta tra i flashback che ci raccontano la storia di Rei, ed il presente, che si divide tra i suoi impegni di lavoro, i momenti di studio, il tempo passato assieme alle tre sorelle e la vita quotidiana di queste ultime.
Altri personaggi di cui si fa già la conoscenza sono i colleghi ed i maestri di Rei, ed in particolar modo di un ragazzo contro cui Rei ha giocato sin da bambino, Harunobu Nikaidō, che si auto-dichiara eterno rivale e migliore amico di Rei (un personaggio davvero spassoso, lasciatevelo dire).

Il volume, così come anche i successivi, sono integrati da interessanti articoli di un vero giocatore professionista di shogi, che si è occupato di supervisionare e creare tutte le scene inerenti al gioco. Negli articoli, spesso a cavallo tra un capitolo e l'altro, non solo ci vengono spiegate le immagini appena viste nel capitolo precedente, ma tutto ciò che accade realmente in Giappone per quanto riguarda questo gioco tanto amato. 


Io sto adorando questo manga. Innanzi tutto mi piacciono moltissimo i disegni (l'unica pecca che potrei trovare è che forse c'è troppo nero, anche negli sfondi ad esempio, ma la cosa non mi disturba), il ritmo al quale si alternano il passato ed il presente e quindi la storia ci viene raccontata e soprattutto i personaggi. I personaggi sinora sono tutti molto interessanti, complessi e belli da scoprire. Di Rei mi piace la sua timidezza, la sua difficoltà e al tempo stesso la sua voglia di interagire con gli altri; il suo riserbo, il suo estremo bisogno di affetto che si accompagna alla sua abitudine a "fare da solo". Mi hanno toccato molto le immagini di lui bambino che si sente di troppo in quella casa di altri e che per non creare problemi decide di andarsene, nonostante questo significhi dover badare a se stesso in un'età in cui non si è pronti a farlo. Di questo primo volume mi è piaciuto tantissimo l'impatto iniziale con le tre sorelle: le prime pagine, dedicate interamente alla routine di Rei, sono vuote e silenziose come il suo appartamento spoglio; poi, appena arriva sulla soglia di casa Kawamoto, le vignette esplodono di parole e movimento, trasmettendo subito una bella sensazione di allegria. La piccola Momo è, come potrete immaginare, la mascotte della famiglia. Piccola, tonda e buffa, con gli occhioni e le guanciotte colorite. Akari, la maggiore, sembra subito una persona splendida: non solo si districa tra ben due lavori, ma si occupa della casa, cucina sempre prelibatezze per far felici le persone che ama e, manco a dirlo, si prende teneramente cura delle sorelle minori - tutto questo senza mai lamentarsi o chiedere qualcosa in cambio. Sin da subito, però, la mia preferita è stata senz'altro Hina: pur essendo anche lei ancora piccola (come ho detto, frequenta le scuole medie), dimostra già di essere una personcina molto forte e matura. Anche lei aiuta Akari in tutto quel che c'è da fare, e per la maggior parte del tempo sta dietro alla piccola Momo; non appena Rei entra nella loro cerchia familiare, Hina intuisce dal primo momento la profonda tristezza che il ragazzo si porta dentro e questo la spinge a cercare di far sempre piccoli gesti per farlo sentire meglio. Questo, nonostante anche lei per prima si porta dentro ferite insanabili.

A condire il tutto abbiamo i micioni delle sorelle, sempre attaccati alle gambe di qualcuno a chiedere disperatamente un po' di cibo.

Insomma, è una storia che mi sta coinvolgendo davvero molto e che non vedo l'ora di continuare.

E voi lo state leggendo o avete intenzione di iniziarlo? Fatemi sapere nei commenti!

Anna Karénina, Lev Tolstòj

Anna Karénina , Lev Tolstòj, Russia 1875-77 – ma anche qualsiasi altro luogo e tempo dacché esistono l’uomo e la donna. Il commento al rom...